Cernobyl, 26 aprile 2006 Comunicato stampa
CERNOBYL VENTENNALE
LEGAMBIENTE ALLA CENTRALE:
”IL SARCOFAGO CROLLA, LA UE FINANZIA NUOVE CENTRALI:
STANZIATI 125 MILIONI DI DOLLARI PER NUOVE CENTRALI IN UCRAINA”
LEGAMBIENTE E ARPA EMILIA ROMAGNA AVVIANO UN NUOVO MONITORAGGIO
SU SUOLO, ARIA, ACQUA E CIBO:
ANCORA 7 MILIONI DI PERSONE VIVONO IN AREE CONTAMINATE
”Subito il nuovo sarcofago o sarà una catastrofe annunciata. L’allarme è di Legambiente che dalla centrale nucleare di Cernobyl denuncia lo stato della costruzione che copre il reattore numero 4: “Il rischio di crollo è sempre più alto - spiega Francesco Ferrante, direttore generale dell’associazione ambientalista -. Secondo i tecnici che hanno ricevuto la nostra delegazione allo stabilimento nucleare ci sono 100mq di nuove crepe che permettono l’infiltrazione di 2200mc di acque piovane ogni anno. La parete ovest del sarcofago è inclinata di 60 cm, il tetto pericolante e sul lato sud c’è
un’enorme falla. Cernobyl sembrerebbe essere stata cancellata dalla lista delle emergenze globali. A dieci anni di distanza nulla è stato fatto: dove sono finiti i 600 milioni di dollari (a fronte del miliardo necessario alla costruzione del nuovo sarcofago)?”.
”Se mai il sarcofago dovesse cedere, ci sarebbe una catastrofe ben peggiore di quella dell’86 - aggiunge Angelo Gentili, responsabile del Progetto Cernobyl di Legambiente. - Eppure la comunità internazionale si ricorda di Cernobyl solo il 26 aprile. Ai proclami di Lukashenko (ripopolare tutte le zone bielorusse tutt’ora contaminate) e Yuschenko (la costruzione del nuovo sarcofago entro l’estate 2006) si contrappone la drammatica situazione dei 7 milioni di persone che tra Ucraina, Russia e Bielorussia, ancora abitano in zone contaminate. Di queste, un milione e 200mila si trovano nei 150.000 kmq di territorio altamente radioattivo”.
La comunità internazionale ha avuto modo si scoprire la pericolosità della tecnologia nucleare, ma la corsa all’atomo non si ferma: solo in Ucraina i piani governativi prevedono 11 nuove centrali nucleari, 2 in costruzione (Khmelnytsky e Rivne) grazie ai finanziamenti Ue, e altre 9 su carta. Per aiutare la costruzione delle centrali (1,4 miliardi di dollari), la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo ha previsto un’elargizione di 42 milioni di dollari che si aggiungono agli 83 milioni di dollari stanziati dall’Euratom, per un totale di 125 milioni di dollari.
Restano però nell’ombra i dati sanitari e ambientali. Per questo Legambiente ha avviato proprio in questi giorni un nuovo monitoraggio, in collaborazione con l’Arpa Emilia Romagna su acqua, aria, suolo e cibo (carni, latte e uova) che si conclude il prossimo 2 maggio: “Al momento disponiamo dei risultati della sola Provincia di Chojniki (è la zona a metà strada tra Cernobyl e Kiev) – spiega Maurizio Gubbiotti, della segreteria nazionale di Legambiente - dove la contaminazione risulta andare dai 300 ai 1800 mSv/h quando il valore in natura dovrebbe aggirarsi intorni ai 100 mSv/h”.
A Cernobyl,
Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente +39.349.4597960
Flavia Giannoni, ufficio stampa Legambiente +39.339.6135371
(Milli)Sv: Il Sievert è la misura della quantità di radiazione ionizzante assorbita
da un tessuto tenendo conto degli effetti biologici.